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Scritto da: luigi il 14 Novembre 2017

Considerate le poche novità degli ultimi capitoli della saga di Assassin’s Creed, la scelta di Ubisoft di prendersi del tempo per riportare la serie agli antichi splendori è stata più che saggia.

Con Assassin’s Creed Origins, i giocatori verranno proiettati là dove tutto era iniziato, per meglio capire il terreno di eterno scontro fra Assassini e Templari. L’ambientazione è in Egitto nel 49 A.C (periodo Tolemaico), e svelerà attraverso conflitti, passioni e vendette la nascita della famosa confraternita degli Assassini.

Recensione Assassin's Creed Origins

La terra egiziana si trova nel pieno della sua rigogliosità ma il Regno si sta avviando alla sua disfatta a causa della guerra fra Cleopatra e Tolomeo. E’ in questo background che il giocatore vestirà i panni di Bayek di Siwa, non un Assasino ma un servitore del Faraone, figura molto rispettata che si batte a favore dei più deboli in difesa della libertà.

L’Egitto è nel pieno della sua maestosità ma la guerra tra Cleopatra e suo fratello Tolomeo, affiancato dal misterioso Ordine degli Antichi, sta portando il Regno alla disfatta. In questo contesto, si vestiranno i panni di Bayek di Siwa che non è un Assassino ma un Medjay, un servitore del Faraone, figura molto rispettata con forti principi morali che si batte contro i soprusi, a favore del popolo, dei più deboli e della libertà.

Bayek però è anche un uomo distrutto da un dolore lancinante causato dalla morte prematura di suo figlio. Nasce in lui un desiderio di vendetta: accecato dalla rabbia e dal dolore, vuole in tutti i modi vendicare la morte del suo bambino, in un turbine di emozioni, andando persino contro i suoi principi morali. Il nostro Medjay non è solo: al suo fianco troveremo la moglie Aya, una donna bellissima dotata di un forte temperamento, e caratterizzata in modo impeccabile tanto da renderla, a nostro parere, il miglior personaggio realizzato nell’intera saga.

Origins non è un semplice prequel incentrato sull’origine del “credo” degli assassini, ma anche una storia che proietta la saga verso un futuro molto interessante. In poche parole, l’avventura del Medjay d’Egitto Bayek e di sua moglie Aya rientra negli stilemi tipici delle storie di vendetta, eppure gli sceneggiatori di Ubisoft sono riusciti a sfruttare il tutto con arguzia e ad offrire una vasta scelta di opzioni a chiunque dovesse cimentarsi con i prossimi capitoli.

Per quanto interessante, il gioco non è però esente da pecche. La prima è quella che accomuna Origins a quasi tutti gli “open world”, ovvero una ripetitività di fondo dei compiti correlata ad una interattività limitata del mondo di gioco e a missioni secondarie fin troppo uguali tra loro. Bastava quindi fornire al gioco delle sottotrame più curate, così da eliminare quel senso di ripetitività.

Altro problema riscontrato, soprattutto nei combattimenti con i nemici, è la loro scarsa intelligenza artificiale: pur se aggressivi, sono facilmente raggirabili! Questa stupidità degli avversari influenza poi malamente anche lo stealth, dove è davvero facile sparire e tornare quando le acque si sono calmate, nonostante le guardie tendano a spostarsi rapidamente e in modo inconsulto dopo avervi scoperto.

Durante quasi ogni missione il giocatore potrà utilizzare l’aquila Senu, dotata di funzionalità identiche al drone di Watch Dogs 2 e in grado a sua volta di marchiare i nemici (o di stordirli); vengono inanellate uccisioni multiple dopo un’esecuzione o si crea scompiglio liberando bestie feroci dalle gabbie (proprio come accadeva nella saga di Far Cry).

Altra pecca sono le inquadrature strette, che non sono così perfette come il paesaggio, le animazioni facciali, non sempre impeccabili e più di un asset “riciclato” per creare gli abitanti d’Egitto, ad eccezione (ovviamente) per tutti i vari comprimari, i quali hanno una definizione nettamente migliore e per questo saranno ben riconoscibili.

Non mancano però gli elementi del gioco molto rifiniti, tra cui la corsa delle bighe e il free running, davvero magistrale, con Bayek che si muove con un’agilità incredibile nelle complesse mappe del gioco. Tra gli elementi positivi del gioco vi sono anche gli extra legati all’esplorazione, perché Assassin’s Creed Origins è pieno di segreti e, tra sontuose piramidi e altri quest, scoprire interessanti indizi non sarà facile.

Riassumendo, anche se a livello grafico e nelle interazioni si poteva fare qualcosina in più, non esisteva scelta migliore per la rinascita di Assassin’s Creed: l’Egitto di Origins è sicuramente tra i migliori contesti storici meglio realizzati dell’intera saga.

Assassins Creed Origins

9

Design

9.0/10

Prestazioni

10.0/10

Risoluzione

9.0/10

Giocabilità

8.0/10

Pro

  • Ambientazione magnifica
  • Ottimo sistema di azione
  • Storia interessante
  • Ottimo sistema di free running

Contro

  • Scarsa intelligenza artificiale
  • Missioni troppo ripetitive
  • Qualche bug
  • Animazioni facciali migliorabili

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